Ti ringrazio, Signore, per avermi amato!
Sr Carmelina Rizzi, msc
Notizie biografiche
Nasce a Barletta (BA) il 23-12-1935
Entra in Congregazione a Taranto 20-10-1952 (17anni)
Inizia il Noviziato l’8 - 9 - 1953 (18 anni)
Fa la Professione temporanea a Castelgandolfo 15-9-1955 (20 anni)
e la Professione Perpetua a Castelgandolfo 12-9- 1961 (26 anni)
Trasferimenti e incarichi
- Petrognano (FI) 1955-1961( iuniorato): dedita al doposcuola e al laboratorio.
- Roma 1962 - 1986 ( 24 anni): sacrestana; si iscrive al Conservatorio di santa Cecilia e poi inizia ad insegnare musica e canto; catechista e animatrice liturgica nelle messe dei fanciulli nella Chiesa di Santa Maria in Domnica.
- Grottaglie (TA) 1986-1995 (9 anni ): insegna musica a dei ragazzi che si preparano ad iscriversi al Conservatorio; animatrice liturgica in parrocchia e nella diocesi di Taranto.
- Castelgandolfo 1995-2025 (35 anni): cura il decoro della Cappella; insegnante di musica, animatrice liturgica in comunità e nella parrocchia “San Barnaba” in Marino.
Frequenta corsi di formazione liturgica, familiarizza con repertori musicali di diversi Maestri italiani di alto profilo come Vitalini, Liberto, Bartolucci, Frisina, e stranieri come Lecot, Deiss. Condivide la ricchezza della sua esperienza musicale e liturgica con noi, suore, e con giovani sacerdoti, tra cui il Gesuita Massimo Marelli, a suo tempo Rettore della Chiesa del Gesù a Roma.
Sr Carmelina, in quale anno precisamente non so dirvi, subì brutte fratture alla spalla, al braccio sinistro e arti inferiori in un grave incidente causato da un camion carico di tronchi di alberi che, in curva, si rovesciò sul pulmino su cui viaggiava lei con alcune altre suore, letteralmente schiacciandolo. L’infortunio avvenne nei pressi del santuario della Madonna della Rivelazione. Nonostante le gravi fratture riportate, le suore ne uscirono incolumi! Quella stessa sera, una inaspettata telefonata del Signor Cornacchiola (il veggente della Madonna della Rivelazione), al centralino della Curia, dichiarava : "Oggi avete avuto un miracolo dalla Vergine." Sr Carmelina e l'altra sorella (Sr Adele) furono dimesse dall'ospedale dopo qualche tempo, ma da allora Sr Carmelina non potè più usare liberamente il braccio nell’arte del cucito.
Tratti caratteristici
Sr Carmelina mostrava finezza nel tratto e nelle relazioni umane; raffinatezza e sobrietà nel decoro della Cappella dove tutto profumava di pulito, di ordine; era osservante delle rubriche liturgiche e formava le novizie alla conoscenza e all’amore del servizio di Dio e delle cose sacre.
Coltivava la perfezione nel canto, il gusto nell’arte floreale e la bellezza nella scelta delle casule che ella stessa cuciva per la nostra cappella. Limpida nei pensieri, chiara nel ragionare, credibile nel consigliare, sobria di parole, la rendevano saggia e discreta nelle relazioni di amicizia spirituale. Mai una mormorazione o un giudizio fuori posto. Tollerava col silenzio e il perdono eventuali sgarbi o osservazioni poco felici nei suoi riguardi. Tutto riportava al Cuore di Gesù in cui solo trovava pace e serenità.
Era, infatti, un’anima di preghiera: dopo aver espletato il suo ufficio quotidiano nella preparazione delle liturgie e dell’altare, passava lungo tempo in preghiera, in fondo alla cappella, a tu per tu, col suo Signore. Quando si spostava in macchina o in pullman, la si vedeva sempre bisbigliare preghiere, o sgranare rosari, chiedendo grazie e sostegno per tutti coloro che a lei si affidavano, sacerdoti, amici o parenti. Amava la Chiesa, amava la vita parrocchiale, amava preparare cori e celebrazioni per le grandi occasioni. Anima di grandi slanci di generosità, non si tirava indietro di fronte a richieste di ogni tipo e tutti trovava il modo di aiutare.
Devotissima allo Spirito Santo, aveva appoggiato nella Parrocchia di San Barnaba la creazione di un cenacolo di preghiera, sostenendolo con canti accompagnati dall’organo, finché ha potuto reggere. Che sia venuta a mancare proprio all’alba del giorno di Pentecoste, questo tutti noi lo abbiamo interpretato come un segno di benevolenza dal cielo.
Ed ora mi rivolgo a te, carissima sorella e confidente spirituale: “Le tue ultime sofferenze hanno superato di gran lunga il bene che esplicitamente hai compiuto con i tuoi talenti e con la grazia di Dio. Questi ultimi mesi è Dio che ha agito dentro te, rendendoti altare del suo sacrificio. Tu ti sei lasciata possedere dal suo Spirito che ti ha forgiata a sua immagine, più conforme che mai a Sé. Ora, vestita come una sposa, entra nel suo gaudio, ricevi la corona dei forti e siediti al suo banchetto di indicibile amore e tenerezza. Una sola cosa ti chiediamo: perdonaci se qualche volta siamo state anche noi causa di segreta sofferenza e prega Gesù dal cielo perché anche noi possiamo rispondere alla volontà salvifica di Dio come hai risposto tu. La Vergine santa del Carmelo, il nostro Fondatore, Don Eustachio, Madre Quaranta e tutte le nostre sorelle che con te ora godono della gloria di Dio ti accolgano in una grande festa di luce”.
Suor Enzamaria Mastromatteo


