Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda (1).
Tu spargi fino all’ultima stilla il Sangue Preziosissimo Tuo. Ed ecco, permetti che ti facessero l’ultimo strazio. Ti perforano il petto e ne esce il tuo Cuore generoso. E’ spremuta l’ultima goccia; Tu lo hai versato tutto, ma il tuo Cuore ricettacolo di celeste amore è già scoverto all’adorazione dei figli tuoi (2).
Ah! Diletto, che io trovi un rifugio nel tuo cuore, che io mi nasconda entro il tuo sanguinante costato. Effondi su di me qualche goccia di Sangue del Getsemani e del Calvario, purificami e fammi tuo per sempre (3).
Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante (4).
Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai (5).
Fammi tuo apostolo, divino Amore. Che io soffra, sì, ma soffra per la tua santa causa, per essere apostolo, per zelare il tuo amore, per la tua gloria e per la salute delle anime a Te care, redente col Preziosissimo Sangue tuo (6).
Comanda dunque, mio bel Padrone, comanda pure al servo esule Eustachio di Gesù e Maria ed egli lieto, allegro, come se corresse a festa e a danza ti ubbidirà [...]; egli verserà nel Sacro tuo Costato le sue ansie e le sue angosce e nel bel cuore della Mamma tua e sua i suoi sospiri (7).
Sì, mio Diletto, innamorami di Te, innamorami del tuo Cuore, innamorami della tua vita, della tua Passione; che io ti ami sempre, ti contempli sempre, parli ai cuori e alle anime di Te e a Te le riconduca (8).
Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore (9).
Signore, fammi un uomo nuovo, vestimi della veste dei tuoi innamorati. Ciò è possibile, se Tu vuoi. Che io sia testimone al mondo di quello che può l’amore di un Dio. Ti amo, Diletto, ti amo; che possa ovunque rendere testimonianza dei miracoli che Tu operi in me (10).
Povera Madre, il dolore ti ha conquisa, il dolore ti ha fatto muta. Tu non emetti gemiti, né lamenti. Stabat Mater dolorosa... Oh! amate una Madre così buona, una Madre così santa, una Madre così misericordiosa, la quale anche questa volta, nella piena del dolore, vi accetta come figli e pronunzia per voi le ineffabili parole di ossequio a Dio: Ecce Ancilla Domini (11).
Cerchiamo di rassomigliarci all'Addolorata Maria e, quando l'afflizione ci percuote, ricordiamoci che essa è divina chiamata al triste, perché si faccia buono, al buono, perché si faccia ancor più buono, e all'eletto, perché diventi angelo (12).
Oh! io, bella Mamma, vado orgoglioso di sapermi tuo figliolo, figliolo di Maria, figlio della Madonna, figlio di Maria Addolorata, ed imploro da Te, a mani giunte, che mi faccia santo, gran santo e presto santo (13).
(1) EM, Epist., II, p. 569, n. 44
(2) EM, Diario spir. 1904-5, 2° ed. p. 118
(3) Ivi, p. 118-119
(4) Ivi, p. 270
(5) Ivi, p. 267
(6) Ivi, p. 270
(7) Ivi, p. 218
(8) Ivi, p. 270
(9) Ivi, pp. 281
(10) EM, Ivi, pp. 282-283
(11) EM, Predicazione, p. 83
(12) Ivi, p.72
(13) EM, Diario spir., 1904-5, 2° ed. p. 39
Se gli uomini sono bruciati dall’amore di Dio, essendo nell’amore uniti a Dio e quasi colmi del suo Spirito, pensano a Dio, parlano di Dio: Dio nelle menti, Dio nei cuori, Dio in tutti gli atti della vita (1).
Sacratissimo Cuore del mio divino Amore, che io propaghi la tua gloria, che io ti faccia conoscere alle genti, che io mi dedichi tutto al tuo divin culto e sia uno degli zelatori più forti del Sacro Cuore (2).
Il Signore che ha fatto tutto per amore come ha fatto tutto con sapienza, richiede amore, perché se ama, vuol essere amato (3).
Confesso di essere colpevole più della Maddalena, ma imploro da Te e da lei la fede che ella ebbe in Te. Che bagni anch'io di lacrime i tuoi piedi, che mi nasconda nella ferita del tuo Sacro Costato, mio divino Amore. Da quella ferita Tu spargi fiamme di amore; incendiami, salvami, divin Cuore (4).
Tu perdonasti a Maddalena, perdonasti ad Agostino... perdonerai anche a me? Ah! sì, me ne affidano le dolorose tue piaghe che mandano fiamme di amore, me ne affida il tuo Preziosissimo Sangue che anche per me effondesti, me ne affida la ferita del tuo Sacratissimo Cuore che fu aperto, perché io mi fossi in essa rifugiato e avessi quivi trovato asilo, pace e riposo (5).
Gl’Istituti dei Piccoli Fratelli e delle Sorelle del Sacro Costato emanano dal fianco di Gesù Cristo, dal costato che, trafitto dalla lancia del soldato, è una ferita d’amore e carità grande, è origine di tutte le grazie, è fonte dei sacramenti del Nuovo testamento, fonte di luce, fonte di amore, fonte di ardente carità (6).
Fondamento dei Piccoli Fratelli e delle Suore del Sacro Costato sarà l’umiltà, copertura la povertà e cemento la carità. E queste due caratteristiche non possono sussistere senza il sacrificio della volontà e perciò senza l’obbedienza. Tre, dunque, sono le caratteristiche ma queste tre sono soggette all’obbedienza e al sacrificio della volontà. Così le Congregazioni renderanno gloria a Dio e cureranno la salvezza delle anime e i suoi membri saranno santi e compiranno opere mirabili (7).
Signore, le anime non ti amano, perché non ti conoscono. Che io sia uno dei fortunati che da te irraggiato possa farti conoscere alle genti, mostrarti come sei bello, farti conoscere come sei generoso e misericordioso e come ami le anime, perché così esse, pecorelle smarrite possano a te ritornare (8).
Sul focolaio dell'amore tuo io offro in olocausto il mio cuore con tutte le sue angosce, i suoi spasimi; la vita tutta io la do a Te. Tutto sopporterò per amor tuo (9).
Si, io ti seguo, Diletto, ti seguo; voglio da tutto e da tutti distaccarmi, perché il mio cuore deve essere tuo, tutto tuo; nessun angolo, anche minimo, deve essere riservato per altri; devi occuparlo tutto Tu (10).
Che l'amore per Te in me cresca sempre più; a Te chiedo in grazia, mio Diletto, il tuo amore. Non temo, no, le ansie, i dubbi, le contraddizioni, le tenebre, se, attraverso esse, vedo Te e cresce sempre più in me la brama di amarti (11).
È tanto bello amarti, che l'anima non dovrebbe desiderare che amare Te, mio Diletto, servire unicamente Te, specie quando Tu la illumini facendole vedere le vie per le quali si può più facilmente giungere a Te (12).
Tristissimi sono i tempi presenti, molto molto tristi. Dio si è allontanato dalle famiglie, dalle scuole, dalle officine e con potenza è entrato satana e perciò la bestemmia, lo scandalo, la corruzione, la dissoluzione. Vogliamo che queste enormità cessino, che la società respiri un’altra aria più pura, agitata dal soffio Divino? Oh, offriamo a Dio i nostri cuori in espiazione delle colpe di tanti che l’offendono ad ogni istante (13).
Facciamoci apostoli e ferventi apostoli del Dio d’amore e, se la bufera dell’incredulità spira, se il soffio della corruzione appesta, oh presto, presto, colla Croce sul petto corriamo al salvataggio. Estinguiamo la sete del Nazareno presentandogli il maggior numero di pecorelle smarrite che noi cercheremo ricondurre al suo ovile (14).
Nazareno di amore, tu spargesti il Sangue tuo per l’umano riscatto, ed ecco che i figli tuoi non ti riconoscono, si vergognano di Te. Tu sei il Nazareno d’amore. Tu parlerai alla loro anima, Tu inonderai la loro mente di raggiante luce, Tu infiammerai i loro cuori di celeste amore e poi dirai loro: Se avete coraggio lasciatemi! (15).
Figlie Dilette del Sacro Costato di Gesù, amatevi l’una l’altra, compatitevi l’una l’altra e sarete accettissime a quel Cuore Divino così crudelmente lacerato dalle nostre incorrispondenze alle tenerezze del Suo Amore (16).
(1) EM, Epist., II, 621
(2) EM, Diario spir. 1904-5, 2° ed. p.304
(3) EM, Epist., II, p. 623
(4) EM, Diario spir., 1904-5, 2° ed. p.304
(5) Ivi, p. 280
(6) EM, Diario spir. 1908-1912, 27.04.1910
(7) Ivi, 22.12.1910
(8) EM, Diario spir., 1904-5, 2° ed. pp. 270-271
(9) Ivi, p. 264
(10) Ivi, p. 246
(11) Ivi, p. 87
(12) Ivi, p. 93
(13) EM, Predicazione, p. 121
(14) Ivi, pp. 44-45
(15) Ivi, p. 106
(16) EM, Epist., II, p. 522
Mamma, — scrive nella vigilia della sua ordinazione sacerdotale — mi sarai Tu daccanto domani? Darai Tu virtù alle mie mani, lumi alla mia mente, affetti e santi affetti susciterai nel mio cuore; darai Tu forza alla mia volontà perché segua Gesù, ove Gesù lo vuole, faccia tutto ciò che egli vuole e sia suo sincero e devoto discepolo? Certo a te, Madre piissima di Gesù, piace che i tuoi devoti amino il Figlio tuo e ne seguano le orme (1).
Che sia onorato, amato, adorato propagato il SS. Sacramento (2).
Signore, Tu m’irraggiasti di tua vivida luce; Tu mi accendesti di tuo potente amore. Io restai avvinto, soggiogato e pronunziai, come ora pronunzio, la parola: Signore, ti amo! Queste parole pronunziano queste anime fedeli ai tuoi piedi raccolte per adorarti. Ed essi, a coro unanime, dal profondo dei loro cuori proferiscono il dolce verbo: Ti amiamo, Signore, ti amiamo! (3).
Divino Amore, permetti a me, ultimo degli ultimi servi tuoi, di scoprire [alle anime] un piccolo lembo di tua bellezza arcana, di apprendere il gran Mistero da te compiuto nel nasconderti sotto le Sacre Specie per rivelarti poi in segreto alle nostre anime, per eccitare nei nostri cuori, palpiti di amore. Permetti dunque, Signore, che proprio di Te, nascosto sotto le Sacre Specie, io parli questa sera (4).
L’amore di Dio verso di noi ha straripato, ha rotto ogni diga, sormontato ogni ostacolo: il Re dei re impazzisce per le sue creature e fa esclamare a S. Lorenzo Giustiniani: Vidimus sapientiam amoris nimietate infatuatam: Abbiamo visto la sapienza impazzita di amore. Oh, che gran meraviglia è mai questa! (5).
Con l’istituzione dell’Eucaristia il Signore mette l’ultimo confine alla sua carità verso l’uomo. Sotto i veli Egli si fa amore, spinge gli animi alla fede e all’amore e a sé ci attira con potentissimo influsso. L’anima resta presa, avvinta, soggiogata ed esclama irraggiata dal Divino Amore: “Signore, io credo; Signore, io in Te spero; Signore, io ti amo (6).
Oh! sì, le sorelle amino molto il Cuore Eucaristico di Gesù che irradia fiamme di amore, si amino tra di loro, perché a questo segno Nostro Signore riconosce i suoi fratelli (7).
Gesù Eucaristico v’infiammi di Suo santo Amore e vi modelli tutte sull’esemplare raggiante del Suo Sacro Cuore, vi adorni di tutte le virtù ed essenzialmente delle virtù sante dell’umiltà, obbedienza e carità, vi faccia amantissime della santa povertà, alla quale il Sacro Cuore volle disposarsi e brama che tutti i suoi amanti prediligano questa virtù insieme alle altre (8).
(1) EM, Diario spir. 1904-5, 2° ed. p.52
(2) Ivi, p. 200
(3) EM, Predicazione, p. 20
(4) Ivi, p. 21
(5) Ivi, p. 19
(6) Ivi, p. 20
(7) EM, Epist. Suppl., p. 60
(8) EM, Epist. II, p. 506


